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domenica 22 dicembre 2013

MOSCARDINI AMMOLLICATI PER LA VIGILIA DI NATALE


Casomai non dovessi riuscire a pubblicare nuovamente per le feste approfitto ora e faccio a tutti i miei  più sinceri e affettuosi auguri!
Buon natale e Buon 2014!

E' una cosa fatta in velocità, lo ammetto, ma per queste feste ho deciso di dedicarmi interamente (anima e corpo) a mio figlio, già l'inserimento a scuola per lui non è stato semplice poi la mamma tutti i giorni a lavoro, quindi spengo tutto, anche il computer e sto con lui, credo se lo meriti! spero possiate capire :)

Per la cena di natale vi ripropongo una mia vecchia ricetta comunque adatta alla vigilia, un piatto caldo di moscardini in guazzetto. Per quella sera conto di servire, come prima portata, una fresca lasagnetta ai frutti di mare, crostacei e topinambur, per soddisfare soprattutto il palato degli amanti della pasta al forno che son sempre tanti, poi continuare con il guazzetto protagonista e magari servire a parte dei piccoli flan al burro d'arachidi, si ho deciso, a casa mia il 24 sarà così ;)
....per foto e ricette dovrete attendere a dopo le feste, mi dispiace questo lo devo al mio bimbo :)

<<...........I moscardini piccanti in gustoso guazzetto di pomodoro è la ricetta topic della mia infanzia, in quel sughetto delizioso e ricco di sapore in cui si saltano gli spaghetti al dente, che dire sono una gioia! La novità, con cui ho voluto trasformare la ricetta, è la mollica sbriciolata plus frutta secca come topping.......forse gli spaghetti non li recuperi così (o forse si???) ma la goduria è assicurata ugualmente!.....>>.

Ingredienti per 4 persone:
1 kl. di moscardini freschi già puliti
Pane di segale 4 fette
pomodori freschi 2
1 tazza di passata di pomodoro
olive nere denocciolate 200 gr.
anacardi 100 gr.
mandorle 100 gr.
peperoncino fresco 1
olio evo q.b.
sale q.b.
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
prezzemolo fresco
aglio 1 spicchio
capperi dissalati 1 cucchiaio

Procedimento: date una piccola sbollentata ai pomodori per privarli della buccia, poi tagliateli a pezzettoni e versateli in un tegame alto in cui avrete versato l'olio, lo spicchio d'aglio e il peperoncino, dopo una veloce rosolatura unite la passata di pomodoro e i moscardini, portate a bollore e poi abbassate la fiamma al minimo, se il sugo dovesse seccare unite 1 bicchiere d'acqua, la cottura prosegue finché i moscardini non siano morbidi. salate solo alla fine e se necessario. Nel frattempo preparate la mollicata sbriciolando le fette di pane, arachidi e mandorle tritate (però non troppo), i capperi e le olive sminuzzati, e mescolate il tutto con il formaggio. Versate i moscardini con il loro sughetto in 4 cocci da forno, cospargete con la mollicata ottenuta ed infornate sotto il grill per pochi minuti, il tempo di creare la crosticina. Spolverizzate con il prezzemolo tritato e servite accompagnato da qualche fetta di pane.

martedì 22 ottobre 2013

CROCCHETTE DI TROTA SALMONATA, idee di panature

è passato un mese lo so, ma a me senza il mio blog è sembrato un'anno! un vecchio proverbio recita: prima il dovere e poi il piacere, così che da quando ho iniziato una nuova avventura lavorativa chiamata "insegnamento" la mia vita è stata risucchiata nel vortice delle programmazioni didattiche, dei consigli inter-classe, dei collegi dei docenti, dei corsi di aggiornamento e chi più ne ha più ne metta. Preciso che non è che sono felice che tutto questo mi sia accaduto ma stra-felice, ho studiato tanto per questo concorsone a cattedra, ci ho creduto, lottato e vinto un posto di ruolo, non potrei essere più fiera di me, ma il blog è rientrato inevitabilmente nella categoria "piaceri-hobbies" ormai, seppur nel mio cuore resterà sempre un'impegno che cercherò di rispettare, per quanto mi sarà possibile! E poi una promessa è una promessa e il blog non chiude!

Queste crocchette sono state realizzate con un filetto di trota salmonata avanzato dalla domenica (io lo cucino al cartoccio con pochissimi condimenti) e mi sono divertita a girarle in panature differenti, un pò quello che avevo in dispensa.......la scuola delle panature è antica e variegata, ci vorrebbe una laurea per conoscere le differenze sulle consistenze, la temperatura olio, i sapori, cmq essendo che la vostra cucina resta pur sempre un laboratorio oltre che uno strumento di sostentamento della "panza", libero sfogo alla fantasia e vediamo oltre a queste quali altre panature ci inventiamo???

Ingredienti per 4 persone:
1 filetto di trota salmonata già cotta(circa 150 gr.)
pane ammollato nel latte 50 gr.
1 uovo
paprika mezzo cucchiaino
aglio in polvere mezzo cucchiaino
sale e pepe q.b.
olio di semi per friggere
30 gr. di corn flakes integrali
30 gr. di semi di papavero
30 gr. di semi di sesamo
15 gr. di farina di mais
15 gr. di pangrattato

Procedimento:Impastate il filetto di trota con il pane ben strizzato, spezie e il sale/pepe.  Formate tante palline piccole, che girerete a piacerete nelle varie panature, ricordate solo che quella gialla va fatta mescolando i 15 gr. di farina di mais e i 15 gr. del pangrattato. Friggete in ben caldo, scolatele, asciugatele e servite tiepide magari accompagnate con un pò di glassa di aceto balsamico.



lunedì 15 luglio 2013

MOSCARDINI AMMOLLICATI PER LA VIGILIA DI NATALE









Casomai non dovessi riuscire a pubblicare nuovamente per le feste approfitto ora e faccio a tutti i miei  più sinceri e affettuosi auguri!
Buon natale e Buon 2014!

E' una cosa fatta in velocità, lo ammetto, ma per queste feste ho deciso di dedicarmi interamente (anima e corpo) a mio figlio, già l'inserimento a scuola per lui non è stato semplice poi la mamma tutti i giorni a lavoro, quindi spengo tutto, anche il computer e sto con lui, credo se lo meriti! spero possiate capire :)

Per la cena di natale vi ripropongo una mia vecchia ricetta comunque adatta alla vigilia, un piatto caldo di moscardini in guazzetto. Per quella sera conto di servire, come prima portata, una fresca lasagnetta ai frutti di mare, crostacei e topinambur, per soddisfare soprattutto il palato degli amanti della pasta al forno che son sempre tanti, poi penso di continuare con il guazzetto protagonista e magari servire a parte dei piccoli flan al burro d'arachidi, si ho deciso, a casa mia il 24 sarà così ;)
....per foto e ricette dovrete attendere a dopo le feste, mi dispiace questo lo devo al mio bimbo :)

<<...........I moscardini piccanti in gustoso guazzetto di pomodoro è la ricetta topic della mia infanzia, in quel sughetto delizioso e ricco di sapore in cui si saltano gli spaghetti al dente, che dire sono una gioia! La novità, con cui ho voluto trasformare la ricetta, è la mollica sbriciolata plus frutta secca come topping.......forse gli spaghetti non li recuperi così (o forse si???) ma la goduria è assicurata ugualmente!.....>>.

Ingredienti per 4 persone:
1 kl. di moscardini freschi già puliti
Pane di segale 4 fette
pomodori freschi 2
1 tazza di passata di pomodoro
olive nere denocciolate 200 gr.
anacardi 100 gr.
mandorle 100 gr.
peperoncino fresco 1
olio evo q.b.
sale q.b.
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
prezzemolo fresco
aglio 1 spicchio
capperi dissalati 1 cucchiaio

Procedimento: date una piccola sbollentata ai pomodori per privarli della buccia, poi tagliateli a pezzettoni e versateli in un tegame alto in cui avrete versato l'olio, lo spicchio d'aglio e il peperoncino, dopo una veloce rosolatura unite la passata di pomodoro e i moscardini, portate a bollore e poi abbassate la fiamma al minimo, se il sugo dovesse seccare unite 1 bicchiere d'acqua, la cottura prosegue finché i moscardini non siano morbidi. salate solo alla fine e se necessario. Nel frattempo preparate la mollicata sbriciolando le fette di pane PEMA, arachidi e mandorle tritate (però non troppo), i capperi e le olive sminuzzati, ed mescolate il tutto con il formaggio. Versate i moscardini con il loro sughetto in 4 cocci da forno, cospargete con la mollicata ottenuta ed infornate a grill per pochi minuti, il tempo di creare la crosticina. Spolverizzate di prezzemolo tritato fresco e servite con qualche fetta di pane.

venerdì 17 maggio 2013

FISHCAKE FRITTELLE DI PESCE ALLA NORVEGESE CON CHUTNEY PICCANTE DI POMODORI


Il merluzzo in blocco, quello che compri ancora surgelato è triste diciamocelo, soprattutto se bollito e servito con il solito giro di olio, sale e aglietto, anche se decidi di accompagnarlo con salsa verde, resta triste lo stesso, per questo preferisco, quando posso, comprare filetti di merluzzo freschi o i merluzzetti interi molto più versatili, ma capisco che per una donna impegnata lavorativamente qualche pezzo di merluzzo surgelato da bollire in 30 minuti fa comodo in casa! Ecco perché propongo una ricetta norvegese che possa svecchiare il merluzzo e renderlo più appetitoso innanzitutto per i bimbi, che in genere lo odiano alquanto, ma vi assicuro che con il chutney suggerito si trasforma in un’ottima e direi anche economica cena per i vostri amici. È una versione personale delle così chiamate “fishcake”, sono diffuse in tutto il mondo anglosassone e in parte dei paesi estremo orientali, la differenza fra una nazione ed l’altra sta nell’utilizzo di varietà differenti di pesce e spezie variegate ovviamente. Questa stessa ricetta può essere realizzata con tanti altri tipi di pesce, il salmone in primis. Il chutney è la conserva agrodolce originaria dell’india che ben si accompagna sia a preparazioni a base di carne che di pesce, utilizzatelo per pulire la bocca dal fritto fra un boccone e l’altro. Questa ricetta funziona così, le frittelle calde da un gusto morbido e agrodolce il chutney freddo da un gusto pungente e piccante.
Ingredienti:
Merluzzo bollito e pulito 300 gr.
Patate già bollite 2
2 uova
Mezza cipolla rossa
Olio evo
Sale q.b.
Pepe q.b.
2 cucchiai di farina
3 cucchiai di latte
Erba cipollina 6 fili
Prezzemolo fresco 1 mazzetto
Aneto fresco qualche foglia
Per il chutney di pomodori:
200 gr. Di pomodori tondi
Mezzo peperoncino
Zucchero di canna 60 gr.
Sale un pizzico
Zenzero fresco mezzo cucchiaino
1 cucchiaio di aceto bianco

Procedimento: preparate il chutney privando i pomodori dell’acqua e tagliandoli a quadretti piccoli, in un pentolino sul fuoco mettete i pomodori con l’aceto, il peperoncio intero e lo zucchero, quando questo si sarà sciolto unite lo zenzero e continuate la cottura per 10 minuti, aggiungete il pizzico di sale e lasciatelo raffreddare in frigo.

Nel frattempo in una padella sul fuoco versate abbondante olio di olio ma ricordate che le frittelle non devono immergersi completamente nll’olio, infatti vanno girate più volte proprio alla maniera norvegese. Nel frattempo che l’olio si riscalda in una ciotola capiente rompete il merluzzo, senza spappolarlo, fate solo attenzione a togliere tutte le eventuali spine. Aggiungete le patate schiacciate, le uova sbattute a parte, il sale e le cipolle tagliate molto finemente, impastate bene ed infine aggiungete il latte la farina e le erbe sminuzzate. C’è chi fa un impasto molto sodo e le frittelle vongono fuori quasi come polpette, la mia versione resta invece semi-densa in modo che l’interno delle frittelle resti umido e morbido anche dopo la cottura. Raccogliete un po’ di impasto con un cucchiaio e versatelo nell’olio cercando di appiattirlo leggermente. Sono cotte quando raggiungono ambo lati un bel colore dorato, scolatele, asciugate l’olio in eccesso e servitele calde accompagnate dalla salsa fredda di chutney piccante.

lunedì 6 maggio 2013

SEPPIE AI 5 CEREALI E GRATTUGIATA FRESCA DI LIQUIRIZIA


Quando trascorro un lungo periodo senza postare nulla allora vuol dire che la settimana che mi lascio alle spalle è stata veramente piena tanto da non trovare  neanche 1 ora per scrivere, ma ora sono qui finalmente. La soluzione resta una sola, scrivere meno bla bla e puntare tutto sulla ricetta, lo faccio solo in casi di emergenza perché il mio blog ha ragione d’essere solo proprio perchè dietro la scusa di una bella foto posso straparlare……Ho preso quest’impegno con l’azienda PEMA, così per sponsorizzare il diverso utilizzo del pane in ricette sfiziose ed appetitose e oggi ci riprovo.
L’idea di creare una mise en place monocromatica mi ronzava da po’ in testa, in genere realizzo foto con contrasti molto forti tendenti al rosa-rosso ma data la recente sagra delle fragole credo non succederà nulla se propongo un piatto sulle nuance del beje e nocciola, molti chef lo fanno ultimamente e credo possa essere anche un modo elegante per presentare una pietanza tutto sommato abbastanza rustica come in questo caso. 

Ingredienti:
Seppie pulite belle grosse 4
Farro perlato 250 gr.
2 uova
Piccoli moscardini 100 gr.
100 gr. Di pane PEMA AI 5 CEREALI
100 gr. Di mollica di pane bianco
Aglio 1 spicchio
Olio q.b.
Sale q.b.
Prezzemolo 1 mazzetto
1 stecca di liquirizia
Pepe nero in grani

Procedimento:
Saltate i moscardini puliti e tagliati un paio di minuti in olio caldo. Poi mescolateli con il pane PEMA sbriciolato, la mollica del pane bianco sbriciolata (meglio se pane raffermo messo a mollo in acqua e poi strizzato), le 2 uova sbattute, il sale, il pepe macinato, l’aglio sminuzzato finemente e il prezzemolo tritato, mescolate bene e formate una pastella. Riempite le seppie pulite con il composto, chiudete con uno stuzzichino e cucinate in umido, a fiamma medio bassa, in una padella a bordi alti con un filo di olio, saranno necessari una quarantina di minuti, controllate la cottura, se serve aggiungete poca acqua, un po’ per volta. Nel frattempo fate bollire il farro in acqua salata finchè non sia morbido. Il piatto va ultimato ponendo sul fondo un letto di farro ovviamente ben sgocciolato con un  giro di extravergine, la seppia tagliata a fette; nappate il tutto con il fondo di cottura delle seppie ed infine una generosa grattuggiata di liquirizia, per me deve sentirsi….







martedì 2 aprile 2013

BACALHAU A GOMES DE SA' versione light




Pasqua e pasquetta, gite e gitarelle, pranzi e pranzetti, pastiere e colombe, almeno per un po’ tutto è passato e quindi meglio disintossicarsi dalle centinaia di calorie superflue immesse nel nostro corpo. Dal martedì mattina (post lunedi dell’angelo) appare a piedi del nostro letto una linea di partenza con la scritta: oggi comincia la tua dieta, una corsa estenuante che terminerà direttamente sotto l’ombrellone in spiaggia. Dieta! Credo che assieme a ingiustizia, violenza e angoscia sia fra le parole più brutte di questo mondo, anche perché strettamente connesse. Fare la dieta è un’ingiustizia, perché c’è gente che asserisce: io mangio di tutto e non metto mai 1 etto in più! Come dice la divertentissima Geppi Cucciari, queste persone sono direttamente da riempire con una sacca da pasticcere ripiena di strutto e vediamo se non ingrassano! La dieta è violenza! Quella che ti devi fare per non cedere, soprattutto quando non ne hai minimamente voglia. Ma la dieta è anche angoscia, quella che ti assale quando dopo mesi di osservanza ferrea ti invitano a pranzo: cosa mi daranno da mangiare? Come faccio a rifiutare? Che figura ci faccio? Per non parlare dell’angoscia dopo una piccola trasgressione, neanche avessimo ucciso qualcuno: O mio Dio che cosa ho fatto!!! Come ho potuto vanificare settimane di sacrifici in un morso di magnum al cioccolato???
Propongo, in solidarietà a tutti coloro che hanno iniziato questo calvario di privazioni, una ricetta portoghese in versione light. Il bacalhau a Gomes de Sá viene arricchito di uova e olive nere, ora le ultime sono praticamente vietate in dieta altrimenti bisognerebbe rinunciare all’olio e quindi ciao, mentre le uova devo eliminarle perché generalmente non si accoppiano fra loro proteine di derivazione differente, quale pesce e uova. Poi per carità ci sono tutte le interpretazioni del caso, dissociata/iperproteica/dukan, che ammettono o non determinati abbinamenti ma diciamo che come dogma base, patate, pesce e un filo d’olio e ciò che consigliano dietologi e nutrizionisti professionisti.

Ingredienti per 4:
Baccalà già ammollato 500 gr.
1 cipolla
Patate 1 kl
Olio q.b.
Pepe q.b.
Sale q.b.
Erba cipollina un decina di fili
Procedimento:
Bollite le patate finchè non siano morbide, aspettate che si raffreddino e poi pulitele tagliandole a fette di circa 2 cm, cuocete il pece in una casseruola coperto d’acqua per circa 10-15 minuti. In una padella fate imbiondire le cipolle tagliate a julienne con l’olio (la ricetta originale richiederebbe il burro arggggg). Saltate anche le patate in un’altra paella con un filo di olio e erba cipollina. In una grossa pirofila da forno gettate un filo di olio sul fondo e create 4 torrette circolari con base di patate spolverate di sale e pepe, i filetti di baccalà con un goccino d’olio, pochissimo sale e pepe e terminate con le cipolle. Infornate per mezz’ora a 180° finchè la superficie non sia croccante.




mercoledì 20 febbraio 2013

LAX PUDDING


Cosa fareste se sapeste di aver vinto al SuperEnalotto? Intendo il primo posto in cui vi rechereste per spendere i vostri soldi? Eh lo so che questa è una domanda a cui piace rispondere a tutti. Immediatamente la mente vola, elabora e il primo pensiero è: non lo devo dire a nessuno, faccio la solita vita e cambio pian piano…… di questi tempi, ma infondo in qualsiasi tempo è sempre la domanda preferita di tutti. Se casomai io dovessi vincere (anche se non gioco e questo rende la cosa praticamente impossibile) non lo direi a nessuno, sebbene chiunque leggerà questo post lo capirà. Io mantengo la calma, metto su un jeans e un paio di scarpette ginniche, entro in macchina e mi dirigo direttamente all’IKEA dove compro il mercatino per la casa in blocco! Neanche sto a guardare i colori dei piatti, tazzine ciotoline, quadretti, piantine, tovagliette, stoviglie, e così via, senza avere una meta o destinazione COMPRO ahhhhhh!

E’ una malattia di noi donne ormai si chiama ikea-dipendenze e gli uomini ne sono terrorizzati! Quando paleso il mio desiderio di trascorrere una giornata al famoso negozio svedese mio marito prima spalanca gli occhi e poi inizia a trattare:
e se ti portassi al cinema stasera?
Io: no, ikea.
Lui: rilancio e ci aggiungo una cena fuori
Io: troppo poko
Lui: sono disposto a lavare i fornelli per 1 settimana, ti prego non costringermi all’ikea!
E che sarà mai, quando ascolto il comico di zelig Paolo Migone mi rendo conto (per fortuna) di non essere l’unica affetta dalla dipendenza..... 

Il lax pudding è il piatto nazionale svedese e stratificando patate, salmone, uova, cipolle, aneto penso: ma i svedesi sono proprio fissati con il montaggio, pure il cibo si monta??? Cmq da vedersi il pasticcio forse non è bellissimo, ma il gusto è 10, riscalda il cuore, il corpo, la mente e lo stomaco, lo adoro e fa parte del menù di famiglia ormai, o almeno mi consolo così quando di passare una giornata all’ikea non se ne parla proprio. Qualcuno penserà: perché non ci vai da sola? Ma io dico e che gusto c’è se non posso torturare nessuno con le domandine:
hai visto che carini questo boccali per la birra? Li prendiamo?
mio marito: abbiamo mica 1 birreria? Ma poi neanche in birreria mi verso la birra dalla bottiglia nel bicchiere? Almeno che tu non voglia comprare anche una dispenser per la birra alla spina, allora io ci sto.
Ed io: va beh dai andiamo a casa compro solo due piante acquatiche……
La ricetta l’ho scoperta in un video caricato direttamente sulla pagina del negozio, una specie di telenovelas che coinvolge una svedese e il suo marito italiano, veramente il senso sto cercando ancora di capirlo!!!??? 
Ingredienti:
400 g. di salmone affumicato
1,5 kl di patate bollite
200 ml. di panna da cucina
4 uova
1 bicchiere di latte
Aneto fresco (anche se in questo caso ho usato i semi)
Burro 50 gr.
2 cipolle
Sale q.b.
Procedimento: saltare nel burro le cipolle tagliate a lamelle finchè non saranno morbide. In una terrina da forno alternate gli strati di patata con le fette di salmone, le cipolle e l’aneto fresco. Sbattete le uova con il latte, il sale, il pepe e irrorate il composto straficato. Cucinate in forno per 40 minuti a 200°. Bene a quadrotti come antipasto o a cena accompagnato da piselli stufati e radicchio all’insalata.

martedì 13 novembre 2012

FILETTI DI VERDESCA SU CREMA DI CECI AL LIMONE



A metà fra una zuppettina e un secondo, stop…… oggi sono costretta a comportarmi da “blogger di corsa”, quella che da la ricettina e che non si esprime in più di quattro parole causa assenza tempo. Lo faccio altrimenti l’intervallo per il prossimo post potrebbe essere veramente lungo. Ultimamente non faccio altro che ripetermi: la mia vita è troppo per una persona sola! Comunque non ho intenzione di rinunciare a nulla di tutto ciò che ho costruito fin’ora, quindi finchè non impazzisco vado avanti così. Ricordando velocemente che verdesca non è pesce spada, come erroneamente si pensa, bensì uno squalo classificato come pesce furbo <<…I pesci più "furbi" sono quelli che rispondono in maniera più veloce e più efficace alla pressione, conseguendo il risultato di vivere più a lungo e potersi così riprodurre assicurando la sopravvivenza non solo a se stessi ma anche alla loro progenie. In più, man mano che un pesce si fa adulto, impara a riconoscere una grande varietà di  possibili pericoli, il che lo fa reagire ad essi sempre più velocemente…>>
La battuta scontata che si aspettano tutti non la farò……..no non riesco, mi dispiace devo dirlo: poi in fin dei conti tanto furbo non è altrimenti sulle nostre tavole non ci finirebbe……. :P
Ingredienti per 4 persone:
400 gr. di verdesca
200 gr. di ceci
Semi di sesamo
2 limoni non trattati
2 foglie di salvia
Brodo vegetale 1 tazza
Panna da cucina 1 cucchiaio
Olio evo q.b.
Pepe q.b.
Aglio 1 spicchio
Sale q.b.
Procedimento. Mettete a mollo i ceci con un pizzico di bicarbonato per almeno 4-5 ore. In seguito sciacquateli e ricopriteli d’acqua pulita, mettete sul fuoco con un filo d’olio, sale e foglie di salvia finchè non siano morbidi. Una volta che saranno cotti e l’acqua sarà evaporata unite il brodo frullate il tutto e riponete sul fuoco aggiungendo la panna e aggiustando di pepe, insaporite un paio di minuti, spegnete ed unite il succo di mezzo limone più un cucchiaino di scorza di limone grattugiata.
In una padella con olio caldo saltate pochi minuti i filetti di verdesca salati pepati e ricoperti di semi di sesamo. Versate nel piatto uno strato di crema e adagiate i filetti di pesce al centro. Completate con un giro di olio, una spolverata di pepe e una grattugiata fresca di scorza di limone.

mercoledì 5 settembre 2012

TONNO SCOTTATO AL SESAMO ED ERBA CIPOLLINA SU MOSTARDA FRESCA DI CILIEGIE E BASILICO


Ma ci sono ancora ciliegie in giro? Intendo è ancora stagione? o o forse ho fatto un po’ tardi con questo post, ma  la ricetta è stata una piccola/grande scoperta e anche se è stata realizzata un po’ di settimane fa dovevo assolutamente condividerla. In extremis si vendono ottimi vasetti di mostarda di ciliegie a cui potrete aggiungere qualche foglia frullata di basilico.
E’ capitato uno di quei giorni in cui ero stufa di vedere ciliegie sui cupcakes, nel  clafoutis, nelle marmellate o nelle torte, insomma ero stanca di tutto ciò che è ovvio, come del resto mi accade molto spesso nella vita. Mi stufo quando qualcosa/qualcuno viene dato per scontato e purtroppo ciò accade troppo spesso e superficialmente, senza conoscerne realmente le potenzialità. I limiti sono negli occhi di chi li vede negli altri, così come diceva Chris Gardner (Will Smith) a suo figlio nel capolavoro cinematografico “La ricerca della felicità”: Ehi non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa, neanche a me! Ok? Se hai un sogno tu, lo devi proteggere. Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non lo sai fare. Se hai un sogno inseguilo. Punto!
Eccoli fra gli individui peggiori che abbia mai conosciuto, quelli che credono di giudicare se nella vita qualcuno riuscirà mai in un obiettivo imposto. Poi la storia dimostra che sono proprio le persone più ostacolate a realizzare le imprese per cui erano state reputate inadatte.
Ora riflessioni a parti, blocco la mia mente per stavolta e smetto di darle troppo spago, penso al nesso con quello che presento, non che preparare la mostarda sia un’impresa, però alla fine dell’opera un brivido di soddisfazione potrebbe pervadervi.
Essendo che della mostarda classica fatta di frutta mista ci sono mille varianti ho scomposto quella cremonese che mixsta  appunto ciliegie, pere, mele cotogne, mandarini, fichi, albicocche e pesche.
Al nord la composta resta fedele al nome che l’ha ispirata, infatti deriva dal francese moutarde che indica l’olio di senape utilizzato nella preparazione, al sud invece viene usato il mosto di vino, anche perché la mostarda con frutta a pezzi è prettamente destinata a preparazioni dolci.
Per questa ricetta avremo bisogno soltanto di un paio di cucchiai di mostarda di ciliegie diluita poi con olio al basilico, (se ancora dovesse risultare troppo densa un paio di cucchiai di acqua potrebbero aiutarci) giusto per non coprire il gusto delicato del pesce.
Il colore è di un bel rosa salmone perchè le mie ciliegie erano rosso vivo, quindi niente trucchi!
Ingredienti per 4 perone:
4 tranci di tonno
100 gr. di ciliegie
2 gocce di olio di senape
80 gr. di zucchero
2 cucchiai di succo di limone
1 albume d’uovo
Semi di sesamo
Un mazzetto di erba cipollina
Olio evo
5 foglie di basilico
Procedimento: Lasciamo macerare le ciliegie con limone e zucchero per 5-6 ore, poi le poniamo sul fuoco a fiamma viva finchè non perderanno tutta l’acqua, quindi uniamo il sughetto in cui le ciliegie avevano macerato e lo facciamo ridurre della metà. Facciamo raffreddare e poi uniamo la senape e frulliamo il tutto. Emulsioniamo 5 cucchiai di olio extravergine con le foglioline di basilico e lo uniamo alla mostarda.
In un padella antiaderente scotteremo il tonno spennellato prima di albume sbattuto e poi cosparso di semi di sesamo ed erba cipollina tritata finemente (ma anche no).
La cottura del tonno è rosa, bruciacchiato fuori e crudo dentro mi raccomando è questione di secondi.
Poniamo sul fondo del piatto la mostarda che dovrà essere abbastanza fluida, come già detto, se serve unite qualche cucchiaio d’acqua, il tonno ovviamente è posto sopra.

martedì 17 luglio 2012

SARDE A BECCAFICO una variante


E’ una sfida che a noi cuoche entusiasma particolarmente, rivalutando e rielaborando prodotti fino a poco fa considerati troppo economici per essere reputati degni di apparire su una tavola importante, tentiamo di trovare il buono in questa crisi economica (anche se la vedo dura) cercando, in giro per mercati e pescherie, di accaparrarci l’ultimo kl di sarde, moli, alici ecc… Li preferiamo a pesci più costosi e ricerchiamo ricette particolari per far si che i protagonisti possano uscire dallo stereotipo di pesce “poverello”; un’etichetta affibbiatogli nel corso dei decenni. Eccola la nostra sfida quotidiana!
La storia delle sarde a beccafico rappresenta la giusta sintesi del concetto, ricetta nata quale reinvenzione popolare di una preparazione un po’ troppo costosa ma famosissima nelle cucine dei nobili siciliani di un tempo, sto parlando di beccafico, un tipo di volatile pregiato. I nobili cacciavano mentre il popolo pescava, si racconta che le massaie siciliane per compensare l’assenza del sapore deciso delle interiora dei beccafichi utilizzavano prodotti di uso comune, quale pane, pinoli e succo d’arancia, così per attenuarne il sapore.
A dir il vero questa storia mi fa un pò tristezza, l’assenza di possibilità, l’arte dell’arrangiarsi, le grandi disparità sociali mi hanno sempre scatenato sentimenti di rabbia e malinconia, ma è così e nessuno può cambiare le cose; piuttosto si possono modificare dandogli nuova forma. Le mogli dei pescatori siculi ci riuscirono, tanta gente ancora ci riesce. Non importa se sulla tavola ci sia aragosta o trippa, l’importante è sorridere e amare. Non è retorica quella che faccio, ma ci sono giorni in cui lo sgomento assale un po’ tutti, i Tg non parlano d’altro se non di recessione, spread, disoccupazione e pessimismo più assoluto! Allora sono costretta a non accendere la tv, faccio come lo struzzo alcuni giorni, seppellisco le orecchie! Poi la realtà ribussa alla mia porta in modo prepotente così da costringermi ad aprire, ma ho imparato a combattere attraverso i miei sogni e se casomai la speranza si affievolisce, mi sparo uno di quei filmoni che ti caricano, quelli che ti fanno capire che i popoli in tutti i tempi hanno sofferto, ma, grazie alla forza che si ha dentro, la gioia di vivere non può essere mai minata. Pablo Neruda diceva: Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera. Però io preferisco citare il mio filmone.
Siete venuti a combattere da uomini liberi, e uomini liberi siete: senza libertà cosa farete? Combatterete? Certo, chi combatte può morire, chi fugge resta vivo, almeno per un po'... Agonizzanti in un letto fra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi, per avere l'occasione, solo un'altra occasione di tornare qui sul campo ad urlare ai nostri nemici che POSSONO TOGLIERCI LA VITA, MA NON CI TOGLIERANNO MAI LA LIBERTÀ! (William Wallace)
Ingredienti per 4 persone:
Sarde 800 gr.
Provola affumicata o provolone 150 gr.
Pangrattato 2 cucchiai
Pinoli 1 cucchiaio
2 porri
Semi di finocchio 2 cucchiai
Aceto 1 cucchiaio
Uvetta 1 cucchiaio
1 spicchio d’aglio
1 pizzico di zucchero
Olio q.b.
Sale q.b.
Pepe q.b.
Procedimento: le sarde saranno pulite da ogni interiora, testa e lische (la ricetta originale vuole che resti la codina che ricordava le piume dei beccafichi, io ho tolto tutto invece), spruzzate con poco aceto e sale. Scaldate in una padella con olio lo spicchio d’aglio sminuzzato finemente e ad olio caldo fate soffriggere il pangrattato per un paio di minuti mescolando di continuo. Preparate un composto con tutti gli altri ingredienti, pangrattato e aglio passato in padella, provola o provolone tagliati a cubetti molto piccoli, pinoli leggermente pestati, uvetta precedentemente tenuta a mollo nell’acqua, il sale, il pepe, un pizzico di zucchero, e l’uovo sbattuto. Cospargete le sarde con un po’ di composto e arrotolatele su se stesse. Ponetele in una teglia da forno con unta di olio, ponete sulle sarde le rondelle dei porri precedentemente affettate e i semi di finocchio. Ancora un giro di olio e si inforna pochi minuti (10-15) a forno abbastanza caldo l’importante che il formaggio si sciolga e il porro si abbrustolisca, la cottura sarà molto veloce.
 

mercoledì 7 marzo 2012

SEPPIE E PISELLI ALLO ZENZERO

Fulminata dall’ultimo lavoro editoriale di Alice Hart, “Zenzero 80 ricette dolci e speziate”, sono stata sopraffatta da un incontenibile voglia di inserire lo zenzero un po’ ovunque questa settimana. Nella crostata  di mele, nello spezzatino di carne, nelle creme di verdura e in questa versione di seppie e piselli. Una mattina la tazza di latte mi ha guardato e mi ha detto: se ti azzardi a mettermi lo zenzero divento acido! In tutti i sensi! ed io: ma dai è energizzante!
Il Ginger può essere usato in vari modi e dipende dalla tecnica di conservazione, non in tutte le ricette lo preferisco fresco, ad esempio di quello candito succede che ne ho improvvisamente voglia, mentre quello in salamoia lo amo talmente che quasi vado al giapponese solo per farmene una scorpacciata!

Ingredienti per 4 persone:
1 kilo di seppie grandi
500 gr. di piselli
Zenzero in polvere 1 cucchiaino
I spicchio d'aglio
1 tazza di brodo vegetale
Prezzemolo fresco
Olio extravergine d'oliva
Succo di mezzo limone
Pepe
Sale

Procedimento:
Facciamo un battuto molto fine di aglio e lo uniamo all’olio caldo messo in una padella antiaderente. Aggiungiamo la seppia tagliata a listarelle (non troppo sottili) e spolverizziamo con lo zenzero, facciamole saltare in modo che la spezia ne cambi leggermente il colore. Dopo una 15 di minuti uniamo i piselli saltiamo un minutino e bagniamo, di volta in volta quando necessario, con il brodo, lasciamolo cuocere per altri 15 minuti. Il piatto alla fine dovrà risultare asciutto, assolutamente non è un brodetto! Controllate le seppie che dovranno essere morbide mentre i piselli non dovranno sfaldarsi. Gli ultimi 5 minuti li terminiamo con l'aggiunta del succo del limone. Aggiustiamo di sale, una macinata di pepe e una bella spruzzata di prezzemolo fresco. Prima di servire un filo d’olio perfezionerebbe il piatto.
E’ possibile usare anche zenzero fresco
Non perché c’è lo zenzero, ma i pomodori non li inserisco neanche nella versione italiana, coprono un po’ il gusto e poi senza credo che il colore del piatto sia molto più invitante!

Alice Hart è una di quelle autrici capaci di usare una ricetta per raccontare con passione la propria storia quotidiana, il suo libro di cucina si spinge, in questo modo, oltre una semplice elencazione di ingredienti, ma ti affascina ed ispira trasmettendoti amore e passione. <<…mi piacciono queste pigre giornate invernali, mi piace vedere la neve che scende, sempre piu' grossa.......................................Peccato che la poesia finisca il giorno dopo quando ti alzi e devi far partire la macchina in mezzo a tutto il pastrocchio e il fango della neve di citta'!...>>“ Zenzero, Alice Hart”.

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