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martedì 7 agosto 2012

SEMPLICEMENTE GAZPACHO


Ancora non ho capito se alla fine era un gazpacho con influenze di aljoblanco o un salmorejo ma ho dato inizio a questa sagra andalusiana in casa mia e la porterò a termine. Li in Spagna  il clima d’estate è ancora meno clemente del nostro, quindi mi appello alla loro capacità gastronomica per combattere il Caldo assurdo (da notare caldo con la C maiuscola).
La zuppa fredda “leader”, quella che detta leggi a tutte le altre, è sicuramente il Gazpacho, ma non meno gustose sono samorejo, porra, mazzamorra, ajoblanco ecc, dipende da quello che resta in frigo e dal pane vecchio che si ha da smaltire; in uno ne metti di più in un altro meno, in uno salti i cetrioli in un altro togli l’aglio e metti peperoni, poi c’è quello in si toglie tutto e si mette solo l’aglio, insomma dipende da come state quel giorno, sono le mille varianti di un sugo base.
Oggi voglio dedicare questo mio post al signor Willis Carrier, un uomo illuminato, fra i doni più belli che l’umanità abbia mai ricevuto, colui a cui tutti noi dobbiamo il merito di lunghe e fresche dormite nelle nostre camere da letto, nello stesso momento in cui il sole brucia inesorabilmente…. Chi è il dott. Carrier? L’ingegnere che ha inventato l’aria condizionata! Dio lo abbia in gloria!
Ah dimenticavo, io mi sono presa una pausa per vacanze, come avviene un po’ in tanti foodblog in questo periodo, quindi giustifico questa mia lunga assenza, sorry!

Ingredienti per 4 persone:
cetrioli 1
cipolla rossa 1
peperone verde1
peperone rosso 1
pomodori a grappolo 500 gr.
pane raffermo 100 gr.
aceto di vino bianco ½ bicchiere
aglio 1 spicchio
olio evo q.b.
pepe q.b.
sale q.b.
Procedimento: fate ammollare la mollica di pane nell’acqua e nell’aceto bianco, strizzatela bene e tenetela da parte.
I pomodori vanno spellati e privati dell’acqua, poi giù tutto nel mixer, peperoni, cetriolo, aglio, cipolla, pomodori, pane raffermo e ovviamente i pomodori. Con le lame in funzione fate scendere l’olio a filo finché il tutto non risulti compatto e cremoso. Terminate con sale, pepe e 1 cucchiaio di aceto.
Fatelo riposare in frigo almeno 1 ora e servitelo come più vi aggrada, pane fritto, uova soda, cipolline ecc….
In alcune versione si pongono cubetti di ghiaccio ma io sconsiglio poichè il loro scioglimento allunga il brodo e la cosa proprio non mi alletta 

domenica 14 novembre 2010

BORSCHT: ZUPPA DI BARBABIETOLE


Zuppa adatta ad una serata romantica o particolarmente indicata per aprire, con un piatto delicato, la cena di natale. La differenza la farà il dosaggio di ingredienti, ottenendo una crema rosa per la prima opzione ed una più rossa, invece, per le feste.
Parliamo di una zuppa di barbabietole, molto diffusa nei Paese scandinavi, ma originaria dell’Est Europa, precisamente Ucraina. La Borscht rientra nella categoria “preparazioni versatili”, buona in tutte le stagioni, poiché consumata sia fredda che calda. La versione presentata in questa occasione sia avvicina al gazpacho ma ovviamente con l’aggiunta dell’ingrediente protagonista, conosciuto nei paesi anglosassoni con il nome di Beetroot. Incontrando i vari gusti personali si possono ottenere tinta e sapore differenti.  Divertitevi, il piatto in tavola è molto scenografico.
Ingredienti per 4 persone:
Barbabietole già precotte e pulite 400 gr.
1 Cipolla grande pulita 

1 Patata bollita e schiacciata 

Brodo vegetale

succo di mezzo limone
100 ml di Yogurt naturale 

Sale q.b.

Pepe q.b.
Olio extravergine
Procedimento:
Frullate assieme le barbabietole e la cipolla. Amalgamate la crema con lo yogurt, la patata schiacciata, e un po’ di brodo tiepido per rendere il composto denso (regolate ad occhio la consistenza). Aggiustate di sale e pepe a piacere. Terminate il piatto con un filo di olio extravergine.
La crema così fredda amo servirla con fettine di uova sode……volendo anche appoggiate direttamente sulla zuppa.
La preparazione incontra palati abbastanza predisposti a sapori agrodolci, se non siete sicurissimi sui gusti di tutti i commensali, la crema può essere servita in versione mignon, cioè posta in piccole cocotte per accompagnare un insalatina fresca di uova sode, patate bollite e carne in scatola.
Per la versione calda delle feste, con aggiunta di carne, (quella classica per intenderci) do appuntamento alla prossima……

mercoledì 20 ottobre 2010

RIVISITAZIONE CREME VICHYSSOISE

Questa  rivisitazione di creme Vichyssoise, che in genere va servita fredda, è la mia personale variante invernale della suddetta ricetta. Molto delicata e decisamente “francese” la crema è stata scoperta nel 1917 dal celebre cuoco Louis Diat….la zuppa è fra i sapori che meglio soddisfano il mio palato ricordo che quando all’università, all’esame di storia contemporanea, mi chiesero di parlare della “Repubblica di Vichy” io iniziai con: allora 
Brodo di pollo 1 lt
Cipolle bianca 150 gr
Porri 450 gr
Patate 400 gr
Burro 50 gr
Erba cipollina tritata 1 cucchiaio
Panna fresca 200 ml
Latte fresco intero 250 ml
Noce moscata grattugiata 1 pizzico
Prezzemolo 1 cucchiaino
Pepe bianco q.b.
Sale q.b.
Procedimento:
 Lavare e pelare le patate. Togliere la parte verde dei porri e sbucciare la cipolla. Tagliate finemente la cipolla e i porri, mentre per le patate lasciatene da parte una piccola. Sminuzzate a pezzi piccoli il resto. In un tegame fondete il burro aggiungete cipolla e porri e fate appassire per almeno 10-15 minuti. Unite il brodo di pollo e le patate tagliate finemente, salate e pepate. Lasciar cuocere a fuoco medio per 30 minuti. A parte bollite la piccola patata tagliata a spicchi fini e tenetela da parte per la guarnizione finale. Trascorso il tempo frullate il composto; aggiungete il latte, la panna e la noce moscata grattata, aggiustate di sale e sobbollite il composto finale per ancora 1 minutino. 


Servite la crema calda guarnendo la sommità con gli spicchi di patata bollita, l’erba cipollina, il prezzemolo sminuzzato finemente e una spolverata di pepe bianco. Va accompagnata con crostini di pane passati nel burro.
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