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domenica 17 novembre 2013

Couscoussiamo??? un piatto che unisce i popoli........

C'è chi come me, che al solo sentir nominare couscous, si vede sfilare avanti agli occhi decine di realizzazioni diverse del piatto, le qualità differenti della grana, gli abbinamenti più particolari e le provenienze nazionali delle varianti della ricetta......quello israeliano a chicchi grossi, il tabulè estivo, quello con aggiunta di harissa, con carne ovina o bovina, il buonissimo couscous di trapani a base di pesce, fino ad arrivare a parlare di preparazioni dolci.
C'è chi come me, che oltre a pensare all'ingrediente in sé, riflette sul fatto che il couscous è un piatto che unisce paesi del bacino mediterraneo, spesso in guerra e, peggio ancora, in guerra fra di loro.
Così come i tanti paesi propongono una versione personale della ricetta che risente inevitabilmente del proprio retaggio culturale mi domando perchè ognuno di questi paesi non può proporre la propria identità nazionale nel rispetto di quella altrui??? Lo so sto sconfinando nel qualunquismo e nella banalità, le cose sono molto più complesse di come appaiono e i libri dei 5 esami di storia dati ai tempi dell'università cercarono di chiarire le cose ma a dir il vero l'odio, il razzismo e l'intolleranza restano sempre argomenti incomprensibili per me. Piuttosto proporrei il couscous come piatto simbolo di una pace auspicabile e di un rispetto altrui possibile, il couscous come emblema di speranza!
Questa proposta è una versione magrebina per me abbastanza classica con carne di vitello, harissa e verdure miste.

Ingredienti per 4 persone
400 gr. di cous cous
500 gr. di spezzatino di vitello
2 carote
1 melanzana grande
1 peperone rosso
1 patata
2 pomodori piccoli
1 cipolla
1 scatola di ceci lessati (o se preferite cucinate voi 100 gr. di ceci secchi)
1 spicchio d'aglio
2 zucchine
4-5 foglie di verza
salsa harissa
1 mazzetto di coriandolo fresco
1 cucchiaino di zenzero tritato
1 cucchiaino di paprika piccante
sale q.b.
olio evo q.b.
acqua q.b.
Procedimento: L'ideale sarebbe avere a disposizione la couscoussiera araba in terracotta, ma in caso di assenza cucineremo il couscous a vapore sfruttando l'evaporazione del brodo. In un tegame capiente mettete a soffriggere con l'olio la cipolla, l'aglio e lo zenzero tutto rigorosamente sminuzzato. Calate poi  
i bocconcini di vitello, se troppo grossi assicuratevi di tagliarli precedentemente, fate rosolare la carne e aggiungete la paprika e poi 2 cucchiai di pasta di harissà (se il piccante non fa per voi potete diminuire le dosi). Dopo un paio di minuti salate leggermente e coprite con acqua calda continuando a cuocere per almeno 40 minuti a fiamma dolce. nel frattempo in un'altro pentolino portate ad ebollizione 3 tazze d'acqua leggermente salata. In una ciotola versare il couscous ed unite a filo l'acqua bollente poco alla volta, aggiungete un giro di olio evo, lasciate riposare un minuto e ripetete l'operazione finchè il couscous non abbia assorbito tutta l'acqua; aspettate che si freddi e lavoratelo con le mani in modo da sgranare bene tutti i chicchi. Trascorsi 35-40 minuti di cottura della carne unite le foglie di verza, le carote e i pomodori al brodo. Posizionate la couscoussiera sul tegame con la carne e versate dentro il couscous senza schiacciarlo, coprite e lasciate cuocere.
Dopo 5 minuti unite il peperone tagliato a quadrotti, la patata tagliata a pezzi, aggiungete acqua ( le verdure e la carne devono essere sempre coperte con il brodo) e cuocete per altri 5 minuti, in ultimo unite la melanzana tagliata a metà e la zucchina intera.Quando la cottura sarà terminata e cioè le verdure saranno cotte e la carne morbida unite i ceci e il coriandolo fresco sminuzzato.
Aggiustate di sale e spegnete il fuoco. Va portato in tavola con couscous caldo, potete disporre la semola ad anello e collocare al centro qualche pezzo di carne e qualche verdura meglio se il resto viene servito a parte con tutto il suo brodo poichè il couscous tende ad assorbire molto l'acqua e rischierebbe di diventare la classica pappetta per i bimbi, lasciate che siano i vostri commensali a bagnare il couscous a piacere.

sabato 21 settembre 2013

NUT CURRY, rettifico PEANUT CURRY. Ricetta ripubblicata



dimenticare il giorno del proprio compleanno compleanno è proprio grave, se mio marito non mi avesse domandato cosa avrei offerto l'indomani ai miei colleghi sarebbe arrivato il 20 settembre senza neanche accorgermene.......e poi lo so, mi vergogno, una foodblogger che offre cantucci confezionati è triste :(  per svolgere tutti i miei compiti in sospeso ho provato a non dormire la notte ma si muore! e parlo seriamente! quindi è dura da ammettere, ma arriva un momento in cui prendi seriamente in considerazione l'ipotesi di alleggerirti la vita, non so ancora chi o cosa sarà sacrificato sull'altare del tempo ma spero di non essere io! Oggi decido di ripubblicare una vecchia ricetta, mia versione personale del Pollo al curry  BUONA LETTURA!

E’ come se fossi catapultata lì, in quel mercatino dell’usato di Croydon, sono trascorsi circa 15 anni ormai, ma il ricordo è ancora vivido. Di solito passeggiavo e mi appassionavo nell'osservare i mille gesti dei venditori. Un signore con un caratteristico berretto scozzese esibiva fieramente la sua collezione di francobolli di inizio ‘900, un capellone super-tatuato catalogava i suoi vinili risalenti all'era dance anni ’80. Un giorno fui rapita dalla bancarella per me più bella. Un odore di libri vissuti e consumati mi attirò in direzione di una vecchia signora tutta ben vestita. Disinteressata di ciò che le accadeva intorno, si era rintanata in un angolo ombreggiato ed incurante della gente che passava nascondeva il suo viso dietro un grosso librone. La sua mercanzia era quanto di più interessante potesse esserci per me: libri di cucina di ogni dove e genere. Ingordamente mi tuffo fra i volumi culinari, etnico, specialità feste, dolci a volontà, ecc… ma la mia mente nel frattempo vagheggia: perché una signora dovrebbe privarsi di una così preziosa collezione? Deve essere stata una grande appassionata di cucina e sicuramente una brava cuoca per possedere così tanti manuali culinari. Dopo aver cercato, nell’assoluta trascuratezza della proprietaria, una curiosità mi assale, cosa avrà di così speciale quel libro da aver catturato l’attenzione della vecchietta?Lo voglio! Anche senza conoscere il contenuto lo voglio! Allora le chiedo quanto costi il libro che sta leggendo, ma lei vagheggia, si perde nei mmm, well, wait ed io subito capisco che l’osso è duro, ma quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, non la tiro alle lunghe ma salto direttamente al momento in cui cerco di strapparle dalle mani il suo prezioso tesoro, ma l’attempata signora non demorde, ed io: molla avanti! Alla fine la vittoria fu mia e a casa mi portai un librone meraviglioso intitolato: Complete All Color Cookbook, ma non derubai la vecchina anzi la pagai profumatamente.
Così come suggerisce il titolo, dentro trovi ogni tipo di ricetta di qualsiasi parte del mondo in più una sezione speciale dedicata a torte anglosassoni.
Da quello che da allora è diventato il mio libro più sfogliato estraggo questa profumata ricetta indiana, pollo e noccioline al curry, volendo si potranno sostituire le noccioline con uguale quantità di anacardi, il procedimento resta invariato. Il nut curry è una preparazione base a cui possono essere aggiunti tipi diversi di carne o verdure da accompagnare con chappati o naan, pane tipico dell’India. La ricetta originale, che sembra sia  originaria dello Sri Lanka, fu inventata da un estroso cuoco di nome Abraham Chacko, il quale, dopo aver aggiunto il latte di cocco, gli pose nome Murg Kajir Kie Kari.
Ingredienti per 4 persone:
Cosce di pollo 4
Petto di pollo 250 gr.
Latte di cocco 1 tazza
Arachidi già pulite 350 gr.
1 cipolla
1 cucchiaino di zenzero fresco tritato
Curry 3 cucchiaini
Olio di semi
Sale q.b.
Coriandolo fresco
Procedimento:
Lasciate le arachidi ammollo per circa 1 oretta. Disossate le cosce di pollo, private della pelle e poi tagliatele a cubotti, della stessa grandezza sarà tagliato il petto di pollo. In padella wok aggiungete l'olio e fate un soffritto con la cipolla sminuzzata e lo zenzero macinato. Dopo poco aggiungete  le arachidi scolate e fatele saltare un minutino, aggiungete poi i tocchetti di pollo unite il curry e saltate il tutto a fiamma viva per un paio di minuti, il tempo che il pollo faccia la crosticina. Aggiungete la tazza di latte di cocco e lasciate asciugare a fiamma moderata. La cremosità la scegliete a vostra discrezione, se infatti deciderete di accompagnare con riso potete anche lasciarla un po’ più liquida. A fine cottura aggiustate di sale e unite abbondante coriandolo fresco, oppure in sostituzione prezzemolo se anche a voi, come a me, i destinatari/cavie/eletti chiamati a consumare le vostre preparazioni vi hanno vivamente comunicato che odiano il coriandolo…… uff L


lunedì 25 marzo 2013

POLLO DISOSSATO RIPIENO con mix di spezie



-Istruzioni per una pasqua non troppo costosa ma d’effetto:abbandonare gli schemi mentali secondo cui più si spende e meglio si mangia.

-Istruzioni per trasformare 10 euro in un gustosissimo pranzo familiare: disossare e farcire un pollo.

-Istruzioni per non perdere un dito durante l’operazione:maneggiare con cura il coltello.

-Istruzione per godersi la giornata: non dare peso alle stupidaggini dette dagli altri specie se apprezzamenti poco incoraggianti sulle pietanze da noi preparate con fatica!

-Istruzioni per dormire bene la sera e non arrivare alla gita di pasquetta trainati come un carro: mangiare il giusto senza esagerare, quando seduti non riusciamo più a stare è ora di smettere.

Il pollo disossato è una vecchia ricetta che fa sempre la sua bella figura, ma se privarlo di tutti gli ossicini, senza smantellarlo in mille brandelli, vi sembra un’impresa impossibile, esiste a questo mondo una persona veramente molto gentile che lavora per la nostra serenità, non è la mamma (salvo il caso in cui abbiate già comprato il pollo e poi improvvisamente, di domenica per giunta, abbiate voglia di realizzare questa ricetta), bensì è il macellaio!



Ingredienti:
1 pollo bello grosso e cicciotto
Macinato di manzo 100 gr.
Macinato di maiale 200 gr.
Prosciutto cotto, meglio se spalla 100 gr.
200.gr. di mollica di pane ammollo nel latte e poi strizzata bene
2 uova
100 gr. di formaggio pecorino
4 foglie di salvia
1 rametto di prezzemolo
10 foglie di basilico
Rosmarino abbondante
2 foglioline di menta
1 bicchiere di vino bianco
Aglio 1 spicchio
Olio q.b.
Sale
Pepe
Panna o latte intero 250 ml.
Procedimento: disossate completamente il pollo privandolo sia degli ossicini del petto sia degli ossi delle cosce, lasciate la pelle. Frullate il prosciutto cotto e amalgamatelo in una ciotola con le carni macinate, il pane, le uova, il pecorino, le erbe (tranne il rosmarino) sminuzzate finemente, un pizzico di sale (ma pochissimo), un macinata di pepe e l’aglio tritato, chiudete il pollo stringendolo bene, in modo che l’arrosto risulti ben compatto. Per legarlo usate spago da cucina, lasciate stare gli stuzzichini se non volete impazzire. Fate una prima bordatura in padella con olio ben caldo, in modo che il pollo si dori bene e il composto si rapprendi al suo interno, sfumate con il bicchierino di vino, un pizzico di sale e pepe, coprite e cuocete a fiamma bassa per circa 15 minuti. Trasferite il pollo con il suo sugo e circondato da 5-6 rametti di rosmarino in forno caldo a funzione termoventilata 220 ° per almeno 20 minuti. Se il fondo secca aggiungete un bicchiere d’acqua. Controllate la cottura, se non siete sicuri tagliate solo la prima fetta, potete decidere una mise en place come nella foto, sempre meglio che servire un pollo troppo cotto e stoppaccioso o peggio ancora crudo.
Togliete i rametti di rosmarino e se i piccoli aghi caduti nel sughetto vi danno fastidio filtrate il sugo, unite il fondo di cottura con la panna o latte (se troppo liquida asciugatela un paio di minuti a fuoco vivo). Accompagnate l’arrosto di pollo con la salsa.

domenica 10 marzo 2013

LA QUICHE DEL SABATO


Il sabato generalmente è giorno di pizza, fatta in casa possibilmente, ma in altri paesi accade così: quiche. La mia non è una soluzione svuota frigo ma è una scelta ponderata e ricercata, salsicce + friarielli = gioia! La quiche è la pizza di quando non si ha tempo di impastare perché la meravigliosa rivoluzione industriale ci concede il rotolo di sfoglia a disposizione in frigo in qualsiasi momento, mentre i friarielli sono le infiorescenze delle cime di rape, io non gli do una sbollentata precedente ma li butto direttamente nell’olio caldo perché il sapore amarognolo me gusta mucho! Il radicchio non è mica gentile cucinato…!!??eppure anche lui gnam…..
Dopo aver visto il film “incantesimo napoletano” non potrò mai più pensare a questa verdura senza che la parola FRIARIELLI mi rimbombi nella testa, il film è di una tragica comicità, non sai se ridere o prendere il tutto seriamente. Una bimba nata in una famiglia napoletana parla milanese e i genitori vivono l’anomalia come un dramma. Per “curare” la figlia, così come se fosse una malattia hahahaha, il padre la sottopone a delle lezioni individuali di pronuncia; la parola chiave è “friariell”, ma senza progressi, un tedesco credo che l’avrebbe  detto con lo stesso accento. Il giornale Messaggero ha definito il film una surreale commedia triste, insolito ma con il finale classico dei più classici: la vita e l’amore vincono sulla delusione. Assunta, la figlia ammalata di “milanesismo”, resta incinta e, dopo una prima fase di vergogna, il padre accetta la nipotina e ripone su di lei le speranze; ma con quale accento parlerà la nuova arrivata non si sa……
Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia già stesa
200 gr.di salsiccia
300 gr. di friarielli
100 gr. di funghi champignon
100 gr. di provolone
100 gr. di grana padano grattugiato
150 ml. di panna
2 uova
Olio q.b.
Sale q.b.
Pepe q.b.
1 bicchiere di vino bianco
1 spicchio d’aglio
1 peperoncino piccolo
Procedimento:
In una padella con olio caldo, lo spicchio d’aglio imbiondito e il peperoncino tagliato, aggiungete i friarielli puliti e lavati, salate e lasciate appassire a fuoco medio, unite poi la salsiccia sbriciolata e lasciate cuocere finchè i friarielli non saranno morbidi e la salsiccia cotta.
In un’altra padella saltate i funghi tagliati a fettine con un filo di olio e sale, sfumate con il vino e lasciate evaporare a fiamma viva.
Sbattete in una terrina le uova, la panna, il formaggio grattugiato, il sale e il pepe. Stendete il foglio di pasta sfoglia nella teglia circolare, adagiate sul fondo i friarielli (togliendo aglio e peperoncino), poi metà del provolone precedentemente tagliato, in seguito salsiccia, funghi e il resto del provolone. Terminate versando sopra il composto di uova e panna. Andrà in formo 30-40 minuti a 180° . Se come me vi piace la superficie molto croccante ultimate al grill 3 minuti.

sabato 12 maggio 2012

NUT CURRY, rettifico PEANUT CURRY


E’ come se fossi catapultata lì, in quel mercatino dell’usato di Croydon, sono trascorsi circa 15 anni ormai, ma il ricordo è ancora vivido. Di solito passeggiavo e mi appassionavo nell'osservare i mille gesti dei venditori. Un signore con un caratteristico berretto scozzese esibiva fieramente la sua collezione di francobolli di inizio ‘900, un capellone super-tatuato catalogava i suoi vinili risalenti all’era della dance anni ’80, ma un giorno io fui rapita dalla bancarella più bella. Un odore di libri vissuti e consumati mi attirò in direzione di una vecchia signora tutta ben vestita. Disinteressata di ciò che le accadeva intorno, si era rintanata in un angolo ombreggiato ed incurante della gente che passava nascondeva il suo viso dietro un grosso librone. La sua mercanzia era quanto di più interessante potesse esserci per me: libri di cucina di ogni dove e genere. Ingordamente mi tuffo fra i volumi culinari, etnico, specialità feste, dolci a volontà, ecc… ma la mia mente nel frattempo vagheggia: perché una signora dovrebbe privarsi di una così preziosa collezione? Deve essere stata una grande appassionata di cucina e sicuramente una brava cuoca per possedere così tante decine di manuali culinari. Dopo aver cercato, nell’assoluta trascuratezza della proprietaria, una curiosità mi assale, cosa avrà di così speciale quel libro da aver catturato l’attenzione della vecchietta?Lo voglio! Anche senza conoscere il contenuto lo voglio! Allora le chiedo quanto costi il libro che sta leggendo, ma lei vagheggia, si perde nei mmm, well, wait ed io subito capisco che l’osso è duro, ma quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, non la tiro alle lunghe ma salto direttamente al momento in cui cerco di strapparle dalle mani il suo prezioso tesoro, ma l’attempata signora non demorde, ed io: molla avanti! Alla fine la vittoria fu mia e a casa mi portai un librone meraviglioso intitolato: Complete All Color Cookbook, ma non derubai la vecchina anzi lo pagai profumatamente.
Così come suggerisce il titolo, dentro trovi ogni tipo di ricetta di qualsiasi parte del mondo in più una sezione speciale dedicata a torte anglosassoni.
Da quello che da allora è diventato il mio libro più sfogliato estraggo questa profumata ricetta indiana, pollo e noccioline al curry, volendo si potranno sostituire le noccioline con uguale quantità di anacardi, il procedimento resta invariato. Il nut curry è una preparazione base a cui possono essere aggiunti tipi diversi di carne o verdure da accompagnare con chappati o naan, pane tipico dell’India. La ricetta originale, che sembra sia  originaria dello Sri Lanka, fu inventata da un estroso cuoco di nome Abraham Chacko, il quale, dopo aver aggiunto il latte di cocco, gli pose nome Murg Kajir Kie Kari.
Ingredienti per 4 persone:
Cosce di pollo 4
Petto di pollo 250 gr.
Latte di cocco 1 tazza
Arachidi già pulite 350 gr.
1 cipolla
1 cucchiaino di zenzero fresco tritato
Curry 3 cucchiaini
Olio di semi
Sale q.b.
Coriandolo fresco
Procedimento:
Lasciate le arachidi ammollo per circa 1 oretta. Disossate le cosce di pollo, private della pelle e poi tagliatele a cubotti, della stessa grandezza sarà tagliato il petto di pollo. In padella wok aggiungete l'olio e fate un soffritto con la cipolla sminuzzata e lo zenzero macinato. Dopo poco aggiungete  le arachidi scolate e fatele saltare un minutino, aggiungete poi i tocchetti di pollo unite il curry e saltate il tutto a fiamma viva per un paio di minuti, il tempo che il pollo faccia la crosticina. Aggiungete la tazza di latte di cocco e lasciate asciugare a fiamma moderata. La cremosità la scegliete a vostra discrezione, se infatti deciderete di accompagnare con riso potete anche lasciarla un po’ più liquida. A fine cottura aggiustate di sale e unite abbondante coriandolo fresco, oppure in sostituzione prezzemolo se anche a voi, come a me, i destinatari/cavie/eletti chiamati a consumare le vostre preparazioni vi hanno vivamente comunicato che odiano il coriandolo…… uff L



mercoledì 21 marzo 2012

FAGIOLI E SALSICCE ALLA BUD SPENCER E TERENCE HILL

Attenzione ai film di quei due, una loro spropositata somministrazione potrebbe causare effetti collaterali quali un’irrefrenabile voglia di salsicce e fagioli; poi alla fine della proiezione non ricordo quasi nulla della trama ma una cosa so, so la ricettina dell’indomani. La scena di “Lo chiamavano trinità” in cui Terence Hill divora una zuppa di fagioli credo sia impressa un po’ nella mente di tutti. Ero curiosa di capire come fanno i due protagonisti a farsi “scarpette” così appassionate e l’ho scoperto realizzando la ricetta con le indicazioni dello stesso Bud Spencer ma in questa versione non c’è la passata, come si potrebbe immaginare, bensì solo il concentrato di pomodoro, legato poi con farina; è pur sempre primavera e nonostante dovessi soddisfare le mie insolite voglie ho eseguito il tutto cercando di alleggerire la preparazione. Vero è che con tutti i piatti divorati nei loro film si potrebbe scrivere un intero libro di ricette ed a quanto pare queste scene qui piacciano molto, soprattutto ai maschietti, Su utube si trova persino un video chiamato “le grandi abbuffate”.  http://www.youtube.com/watch?v=5v7TcHSwPFY
Infondo si sa, cosa c’è di meglio di una bella mangiata prima di una scazzottata? così giusto per digerire.....  Non lo facciamo anche noi tutti i giorni ???
Ingredienti per 4 persone:
400 gr. di salsiccia fresca
400 gr. di fagioli rossi
1 gambo di sedano
1 cipolla media
1 spicchio d’aglio
1 tazza di brodo
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
2 cucchiai di farina
qualche fogliolina di salvia
rosmarino fresco
sale q.b.
olio extravergine
macinata di pepe nero fresco
Procedimento: fate bollire i fagioli (messi a mollo dalla notte prima) in abbondante acqua fino a che non siano completamente cotti. In una larga casseruola con olio mettete a soffriggere la cipolla tagliata con il sedano e l’aglio schiacciato, unite le salsicce con gli odori, lasciatele abbrustolire un po’ punzecchiandole con una forchetta e poi unite prima il concentrato di pomodoro, mescolate ed in seguito aggiungete la farina. Stemperate con il brodo e fate cuocere il tutto fino a che le salsicce non siano morbide. Unite su fiamma ancora viva i fagioli scolati ed mescolateli con le salsicce per circa 5 minuti, aggiustate di sale e pepe.
Il tutto dovrà risultare abbastanza cremoso per permetterci di sperimentare la “benedetta scarpetta” di Terence Hill.


martedì 13 marzo 2012

KEFTA AL RISO

Siamo tutti d’accordo sul fatto che a differenziare i piatti internazionali siano oltre che i prodotti locali anche le spezie. La stessa materia prima, ad esempio manzo, guadagna un sapore diverso a seconda del condimento usato. In Cina la medesima carne è saltata in wok con salsa di soia, in medio-oriente è dominata da cumino e cannella, in India da curry e parpika, in Italia da prezzemolo e basilico e così via……. Questo è quanto accade ad una delle preparazioni più famose al mondo: polpette! La forma sferica le rende le più amate da tutti, grandi ma ancor più piccolissimi, venendo mixate, accompagnate e presentate nei più svariati modi.
L’area del mediterraneo regna in materia; le kefta, carne macinata, (dal verbo kuftan: macinare) sono fra le preparazioni più consumate in Marocco, possono assumere nomi differenti, così  in Iran sono conosciute come kufteh e in Turchia chiamate köfte, ma più o meno presentano la stessa mistura di spezie.
Per questa variante di kefta oggi ho scelto l’aggiunta del riso per trasformare la ricetta in un piatto unico, così come comunemente è usato nella cucina araba. Ero un po’ perplessa per l’assenza delle uova, non sapevo se sarebbero rimaste compatte, anche perché non vanno fritte come comunemente siamo abituati, ed invece funziona, il tutto lega anche più di quelle nostrane cotte direttamente nel sugo.
Ingredienti per 4 persone:
100 gr. di riso parboiled ma anche a grana corta andrà bene
250 carne macinata (indifferente manzo o agnello o anche misto)
1 cucchiaino di paprika dolce
1 cucchiaino di coriandolo macinato
100 gr. di burro
1 cipolla
1 cucchiaino di zafferano (facoltativo)
1 tazza di brodo vegetale
1 cucchiaio di succo di limone
Mezzo cucchiaino di cannella
Pepe macinato
Procedimento:
Cuocete il riso e lasciatelo al dente. Mescolate la carne con paprika, coriandolo e cannella e il riso scolato e raffreddato. Formate delle polpettine, mantenetevi su misure contenute, e rosolatele in una padella antiaderente in cui sarà stato sciolto il burro.  Una volta ben dorate unite la cipolla tritata finemente, zafferano e pepe. Coprite con il brodo e lasciate cuocere a fiamma media finchè la carne non risulterà ben cotta. Ultimate la cottura con il succo di limone per un minutino.
Prima di impiattare filtrare il sughetto in modo da eliminare eventuali chicchi di riso e servite le polpette con il loro brodetto.
Potete accompagnarle con verdure saltate e ancora riso, ho scelto varietà di peperoni e filetti di verza saltati perché ravvivavano visibilmente il piatto, ma anche zucchine, carote ecc. vanno bene. 

domenica 29 gennaio 2012

CUCINA MESSICANA. FAJITAS CON GUACAMOLE E SALSA DI POMODORI PICCANTI

BEN RITROVATI!

Qualcuno potrebbe pensare che il 2011 sia stato l’anno sabatico di International Food ma non è così. Nella pausa trascorsa un semplice blog, nato un po’ per scherzo ed un po’ per passione, si è trasformato in qualcosa di reale ed entusiasmante, come mai avrei potuto immaginare nella vita. Solo un anno fa il sogno di ogni foodblogger si realizzava, semplici fotografie e ricette postate in internet a tempo perso, diventavano, invece, una vera e propria trasmissione televisiva di cucina intitolata “International Food: il mondo in tavola”.
Il programma, trasmesso da un rete campana di nome “Tele Oltre”, nel corso di ogni puntata ha presentato i piatti gastronomici più famosi del pianeta; un viaggio attraverso profumi speziati e curiosità dal mondo con lo scopo di riadattare le ricette internazionali ai palati italiani. Dall’India, con il suo pollo al curry, siamo poi volati in Giappone per la tempura, un menù messicano ha preceduto le crepes francesi, ed ancora, pollo alle mandorle, paella, insalata greca con salsa tzaziki, cous cous e fish and chips, senza dimenticare la puntata più amata da tutti: pancakes!

La mia preferita resta però quella sulla cucina messicana, forse perché per essa ho un debole forse perché amo quando i colori saltano fuori dai piatti! Cmq per questo inizio anno proporrò fajitas di pollo, guacamole e salsa di pomodori piccanti. Spero sia di vostro gradimento! Buon mexican-food a tutti!


Ingredienti e quantità? sono dati ad inizio e fine puntata......Lato positivo di allegare il video di una ricetta sta proprio nel non doverli scrivere :) …..cosa posso aggiungere? ah si, buona visione!


Dedico questo lavoro ad una creatura meravigliosa che lo scorso 3 ottobre entrando a far parte della mia vita mi ha onorato del titolo di mamma. A mio figlio, ti amo!

domenica 5 settembre 2010

ROTOLO DI TACCHINO ALLA BIRRA

Lui che dichiara lasciatemi stare mangiate prosciutto e noi che invece ne facciamo un uso sempre più maggiore. Buono e sempre con un ottimo prezzo sul mercato solo il pollo riesce a fargli concorrenza. Di chi sto parlando? ma del tacchino ovviamente…..ricordo che quando ero piccolina non se ne consumava quasi per niente in casa, in Italia non ce ne era tanto usanza, mentre oggi lo trovi in tutti i tagli nei supermercati e persino al banco salumeria sotto forma di affettato.

Da piccola vedendo un film americano sul pranzo del ringraziamento non riuscivo a capire quale animale fosse quell’enorme “bestia ripiena” che il fiero padre di famiglia si affrettava a tagliare, se avessimo festeggiato anche noi la festa del ringraziamento magari papà avrebbe affettato la porchetta tutto orgoglioso. Comunque passiamo alla ricetta.


  Ingredienti per 4 persone:
             1 coscia di tacchino da 500 g già disossata
1 birra media
5 uova
1 spicchio di aglio
1 cipolla
1 rametto di rosmarino
carote 200 g
sale q.b.
olio extravergine q.b.
prezzemolo
pepe
paprika piccante un pizzico
basilico
spago da cucina

Procedimento:
Una volta disossato il tacchino, privato anche di eventuali filamenti, allargatelo bene aiutandovi  con un coltellino o un batticarne, in modo da appianare eventuali parti più carnose e dargli una forma rettangolare ben livellata, cospargete la parte interna con sale, pepe e paprika aiutandovi con le mani per massaggiare meglio le spezie.
In una padella abbastanza larga fate una frittata con le 5 uova il prezzemolo e il basilico sminuzzati sale e pepe (la frittata deve avere una circonferenza capace di coprire il tacchino).
Appoggiare la frittata nell’interno del tacchino ed iniziate a rollarlo in modo molto stretto, una volta terminato avvolgete il rotolo con lo spago da cucina in modo che non sia apra durante la cottura.
Praticate dei buchi sul tacchino ed inserire pezzettini di aglio tagliati.
Scaldate l’olio in una casseruola, aggiungete la cipolla tritata finemente e le carote tagliate a piccoli tocchetti. Appoggiate il rotolo di tacchino fatelo rosolare bene per parte e infine sfumate con tutta la birra coprire e lasciar cucinare per circa 30 minuti a fiamma media. Se dovesse seccarsi aggiungere qualche mestolo di brodo di carne.
Ultimare la cottura in forno a circa 150° per 15 minuti.
Attendere che il tacchino sia tiepido per tagliarlo potrebbe sfaldarsi, accompagnare le fette con la riduzione di carotine e birra, magari messo un una salsiera.
Questa è una versione abbastanza leggera, essendo alla birra non amo farcire il tacchino con troppe cose diventerebbe pesante…..
Accompagnate con un vino bianco secco tipo Grechetto dei Colli Martani. 
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